Fumare Con Stile Non E’ Per Tutti

Il gusto si presenta abbastanza pieno e deciso,per nulla aggressivo,molto fragrante,fresco e liscio,la rotondità è senz’altro il suo punto di forza,una armonia celestiale.

La forza tende più al medium che al light. Qualcuno potrebbe obiettare che si sente abbastanza l’ausilio della chimica,critica invero poco fondata.

Il tabacco è buono,la lavorazione è ben fatta,il blending eccelso. Ma effettivamente quella rotondità è così perfetta da sembrare innaturale,probabilmente sarà l’aggiunta di cacao,zucchero e liquirizia.

Questo però non è barare,bisogna avere la mano ferma nell’aggiungere gli additivi,se si sbagliano le dosi anche di un nonnulla , i danni sulla sigaretta sono incalcolabili.

La miscela è una onestissima american blend.Rispetto alla versione europea si sentono molto meglio le note orientali (nelle gold impercettibili),tuttavia sono note orientali un po’ diverse. Orientali tendenti all’occidentale.

Insomma non le note che ci rimandano alla mente Isfahan o lo Shah Cheragh di Shiraz,piuttosto il porto di Orano con i suoi mille profumi intriganti.

Le note orientali si possono dividere in quattro gruppi. Ci sono le orientali pure che rimandano alla mente l’iran,Baghdad ,lo Yemen,Shibam,Marib,l’Oxiana magistralmente cantata da Robert Byron,i mistici Sufi e le carovane lungo la via della seta.

Qui (miglior sito) emerge in tutto il suo sprendore l’anima sun cured degli orientali,meno speziati e pungenti,ma più dolci ed agrumati rispetto alle note orientali descritte prima.

MW3 - KNIFE ONLY MOAB (TDM) - LE SIGARETTE - YouTube

Fumare nei nove mesi aumenta anche il rischio di SIDS, meglio conosciuta come morte in culla. Questa sindrome provoca, infatti, la morte del neonato durante il sonno.

In base ad alcune ricerche, se una donna incinta fuma più di 20 sigarette al giorno, il rischio di morte in culla aumenta del 20% circa. Le conseguenze sono più gravi nel primo trimestre, quando lo sviluppo del feto è ancora in fase iniziale.

Il fumo in gravidanza aumenta anche il rischio di malformazioni per il feto. Poichè in fase di sviluppo gli organi del bebè sono particolarmente sensibili agli effetti della nicotina. Inoltre, pare che aumenti soprattutto il rischio per i bambini di sviluppare il cosiddetto “labbro leporino”.

Alcune ricerche hanno dimostrato che il rischio di incorrere in questa malformazione raddoppia nelle donne fumatrici rispetto a quelle che non lo sono. Il fumo in gravidanza può compromettere anche la normale crescita del feto. E’ stato osservato, che i figli di madri che hanno fumato in gravidanza sono più esposti al rischio di cancro alla vescica, ai reni e al naso.

Vescica e reni, in particolare, risultano fortemente sensibili alle sostanze cancerogene nella fase della crescita. Secondo ad altre ricerche, poi, nei bambini esposti al fumo in gravidanza, aumenta anche il rischio di sviluppare il tumore delle vie respiratorie.

Cosa comporta l’assunzione di nicotina per il feto, oltre che un maggiore rischio di cancro? Fumare in gravidanza fa male al bambino anche per un altro motivo. Pare infatti che circa un bambino su sette nasca prematuro qualora la madre abbia fumato nei nove mesi. Il fumo di sigaretta, in particolare, aumenta del 6,7% il rischio di parto anticipato.

Oltre ad aumentare il rischio di parto prematuro, fumare in gravidanza incide anche sul rischio di aborto spontaneo. Questo, infatti, soprattutto nel primo mese di gravidanza, aumenta del 2% se la madre fuma più di 20 sigarette al giorno.

Alcuni fumatori potrebbero essere più inclini a negare la loro abitudine? Una prima rassegna sistematica associata a una metanalisi pubblicata nel 1994 fornisce molte utili informazioni. Ventisei gli studi presi in esame con un totale di 36.830 persone interrogate sul comportamento in relazione al fumo, in alcuni casi con questionari autosomministrati, altre volte con interviste.

Alle stesse persone era stata misurata la cotinina, da diversi liquidi biologici, a seconda dello studio. Tuttavia, è stata riscontrata una grande eterogeneità tra gli studi, per cui questi valori di sensibilità e specificità devono essere considerati indicativi.

Da che cosa dipende questa grande variabilità tra gli studi? Infine, la misura della cotinina, usata come gold standard di riferimento, non è perfetta per la presenza di falsi positivi. Più recentemente, nel 2009, è stata pubblicata una seconda rassegna sistematica di studi, compresi nel periodo 1983-2006, che hanno paragonato lo stato di fumatore auto dichiarato con le misure della cotinina su saliva, urine o siero.

La sensibilità del dato autoriferito dipendeva dal tipo di analisi della cotinina utilizzata: la sensibilità era maggiore negli studi che avevano analizzato la cotinina sulla saliva.

La speranza è che questa volta il messaggio arrivi alle orecchie di tutti: anche dei più giovani. Non esistono livelli di fumo sicuri», hanno messo nero su bianco i ricercatori del National Cancer Institute in uno studio appena apparso sulle colonne della rivista «Jama Internal Medicine».

Tra i ragazzi c’è la percezione che poche sigarette non comportino danni alla salute – afferma il pool di studiosi, coordinato da Maki Inoue Choi, ricercatore del dipartimento di epidemiologie e genetica dei il sito di Danni del Fumo .

Si tratta di un messaggio fuorviante. Anche chi fuma poche sigarette al giorno o alla settimana porta con sé un rischio di morire più alto rispetto a quello che accompagna la popolazione non fumatrice». A questa conclusione, peraltro non nuova, gli studiosi sono giunti dopo aver esaminato i dati relativi a 290mila adulti, arruolati in uno studio sulla salute e la dieta.

Tutti avevano un’età compresa tra i 59 e gli 82 anni. I partecipanti sono stati «interrogati» circa i loro comportamenti relativi al fumo in nove periodi della loro vita, a cominciare da prima del raggiungimento dei 15 anni per terminare, in quelli anziani, ai 70 anni.

I fumatori italiani rappresentano il 22 per cento della popolazione con più di 15 anni. Il trend è fermo ormai da otto anni. Sono 11, 5 milioni complessivamente gli italiani che fumano ed è in crescita la quota di utilizzatori di sigarette elettroniche.

Più della metà (il 51 per cento) consuma fino a 15 sigarette al giorno e l’età media in cui si comincia è pari a 17,9 anni . Gli studenti italiani sono i più tabagisti d’Europa, sebbene le nuove leggi siano più restrittive e proibiscano l’uso delle sigarette negli spazi aperti degli edifici scolastici.

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